Il service per il restauro all’organo di Burana

Il service per il restauro all’organo di Burana

Cenni storici dell’opera (**)

Località: Burana di Bondeno (provincia di Ferrara) – c.a.p. 44012
Edificio: Chiesa parrocchiale San Giacomo Maggiore – via Virgiliana 1
Proprietà: Parrocchia di San Giacomo Maggiore (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio)
Bene culturale: Organo musicale
Manifattura: Domenico Traeri da Brescia (1726) con materiale ottocentesco di scuola bolognese
Ubicazione: cantoria in navata a est.

“Un primo organo viene comprato dalla parrocchia di Burana nel 1813 a Bergantino, chiesa all’epoca ancora in diocesi di Ferrara, e collocato su una nuova cantoria nel luglio dell’anno seguente, inaugurandosi il tutto per la Solennità del titolare della chiesa; durante la vasta alluvione provocata nel 1839 dal fiume Po sembra che organo e cantoria siano andati distrutti sotto 4 metri e mezzo di acqua e che pertanto don Angelo Bellosi, parroco dal 1876 al 1901, si sia procurato un altro organo a dieci registri acquistato a Mantova secondo lo storico Antonio Bottoni; unico dato archivistico finora ritrovato dopo il 1839 è che nella visita pastorale del Card. Luigi Giordani il giorno 12 ottobre 1892 si annota una prima ricomparsa di odeum cum organo satis bono; quindi nel 1895 ricomincia ad essere stipendiato l’organista, nel 1913 il rettore don Roberto Massironi affida ad Edoardo Rossi di Milano il rifacimento di mantice, tastiera, pedaliera e Principale 8’ tutto nuovo ed, infine nel 1940 e 1947 si riportano non meglio precisate riparazioni dell’organo.

Tecniche esecutive e materiali costitutivi
L’attribuzione dell’organo a Domenico Traeri da Brescia, annotata nel 1865 sul cartellino interno al somiere da Alessio Verati, resta accertata dalla esperienza accumulata dallo scrivente ( ndr prof.Paolo Tollari) nell’aver schedato, studiato e restaurato decine di strumenti costruiti da vari esponenti di questa famiglia. Non è ancora documentato se questo Traeri sia l’organo acquistato a Bergantino nel 1813 oppure quello che avrebbe procurato a Mantova don Bellosi o altro ancora; l’esame dei materiali superstiti rivela che Verati operò un consistente lavoro di ampliamento su uno strumento di Domenico Traeri giunto fino a quel momento intatto (..)”
Ad un periodo successivo, forse al citato intervento del rettore don Angelo Bellosi, sono ascrivibili le aggiunte dietro alla cassa originale di una alta struttura lignea di recupero a chiusura posteriore dei Contrabbassi e davanti al prospetto di uno sproporzionato mascherone tardo-ottocentesco, il tutto a danno delle due paraste maggiori, del cornicione modanato, delle volute laterali ad intaglio congiunte sicuramente anche ad una cimasa, pure intagliata, secondo l’uso di Domenico Traeri. (..)”
(*)Note storiche tratte dalla “Relazione Finale Tecnico scientifica” del Restauratore Prof.Paolo Tollari che contiene le ricerche archivistiche in corso del professore Carlo Giovannini di Modena e del Prof. Paolo Tollari ()

IL RESTAURO
Con il sisma del 2012 la Chiesa di San Giacomo Maggiore a Burana ha subito forti danneggiamenti e, con il contributo Regionale ottenuto, grazie al grande lavoro svolto dall’Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio con l’ing. Nicola Gambetti e i progettisti -nel mese di aprile 2019 è stato possibile procedere al restauro della stessa con i lavori diretti dagli architetti Massimo Partigiani e Ottavia Pirazzini, sotto la Sorveglianza della Soprintendenza ai beni artistici della Provincia di Ferrara e Bologna. Durante i lavori del restauro della chiesa il Parroco don Roberto Sibani, dopo aver consultato le Famiglie di Burana, ha voluto procedere al recupero di questo strumento antico che si è rivelato essere di grande pregio.Il restauro della Chiesa è iniziato nell’ aprile del 2019 ed è terminato nel Novembre del 2020. Mentre il restauro dell’organo è inziato nel mese di ottobre del 2019 ed è terminato nel mese di maggio del 2021. Ogni fase dei restauri ha visto la scelta di rendere “partecipativa” la presenza alle celebrazioni domenicali raggiungendo poi tutti gli altri con la periodica pubblicazione del “giornalino” Gente di Fumana che arriva a tutte le famiglie di Burana, di Pilastri, agli ex Buranesi sparsi sul territorio nazionale e a centinai di altre persone e famiglie.
Il recupero, eseguito dal professor PaoloTollari, sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza, ha permesso di ritrovare l’ antica e originale conformazione della cassa dell’organo : ()”gli interventi di restauro attuati sono reversibili, utilizzando tecniche e materiali per quanto possibile simili a quelli rilevati sullo strumento in questione e su organi coevi dello stesso autore. Si è cercato di impiegare materiali di origine naturale che oltre ad essere storici, sono garanzia di durata e di buon funzionamento dello strumento nel tempo, evitando quelli di moderna sintesi industriale per il restauro di cui non si conosce ancora il comportamento chimico-fisico nei secoli. Le parti mancanti o manomesse sono state ricostruite ex-novo conformemente a modelli e a materiali propri di Domenico Traeri”. () estratto dalla “Relazione Finale Tecnico scientifica” del Restauratore Prof.Paolo Tollari
L’Organo ritrovato, presenta canne e casse esterne mantici che mandano aria con un sistema di pulegge e corde recuperate, dalle sapienti ed esperte mani del restauratore professor Tollari .
Questo organo ha un suono che riempie la chiesa e il suono è veramente straordinario.
Il Restauro ha avuto un costo di 62.000 €. Si è ottenuto il contributo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana ) pari al 50%, per l’antichità dello strumento, mentre l’altro 50% è stato pagato direttamente dalla Parrocchia grazie alla Campagna “Adotta una Canna dell’Antico Organo” alla quale hanno partecipato molte persone e famiglie.
Numerose le Iniziative che si sono organizzate nel tempo per permettere al maggior numero di persone di partecipare a questo impegnativo e variegato completo Restauro. Non va dimenticata la grande estrazione a premi con il contributo del Lions. Nei prossimi mesi ci saranno altre iniziative (accompagnamento dei canti nelle celebrazioni domenicali, Momenti di spiritualità valorizzando la musica d’organo, organizzazione di concerti, convegno, stampa di un libro, ecc. ) a cui come Lions potremo partecipare per la diffusione della cultura e della storia del nostro territorio.


Flavia Sani –Adelmo Guandalini

Note:
(*) Prof. Paolo Tollari : Restauratore di Beni Culturali abilitato ai settori 3-4-11 da MiC-DG-ERIC
Catalogatore accreditato alla scheda SMO 3.01 da MiC-ICCD-Sigec WEB
Paolo Tollari, nato a Fossa Mirandolese nel 1960, ha frequentato il Liceo Classico di Mirandola e nel 1985 si è laureato cum laude in Storia della Musica presso l’Università di Bologna con la tesi “Gli organi dell’antico ducato della Mirandola” , discussa con Renato Di Benedetto, Franco Alberto Gallo e Oscar Mischiati. Cultore di storia degli organi, è autore di numerose pubblicazioni con documenti d’archivio inediti.
È stato docente di Organaria Storica nel Conservatorio di Musica di Mantova e in quello di Bologna per i corsi di Laurea Triennale e Magistrale in Organo Liturgico, istituiti in convenzione con la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna.
Collabora con varie Soprintendenze per la tutela e il censimento degli organi storici.
Nella località nativa, incoraggiato dai sacerdoti Antonio Siena e Franco Tonini, canonici delle collegiate di Mirandola e di Concordia, dal 1974 è divenuto organista della chiesa parrocchiale e ha avviato un laboratorio artigianale dove ha progettato e costruito 31 organi in stile emiliano e restaurato 132 organi storici sotto l’Alta Sorveglianza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, specializzandosi in strumenti di scuola bolognese, mantovana, bresciana, pistoiese e meridionale

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