Ciao Francesco

Ciao Francesco

 Si è spento, nella notte tra mercoledì e giovedì 12 Maggio 2022, aveva 89 anni.

Francesco Luciani é stato socio del Lions club Bondeno dal 1972 e per 50 anni. Ne è stato il presidente nell’anno 1980-1981, ricevendo anche il riconoscimento Melvin Jones Fellow, avendo scritto per 33 anni, personalmente, il notiziario interno del Club.

Un uomo mite, buono, forte della dedizione al lavoro di medico ospedaliero instancabile e alla famiglia.

E’ stato un uomo devoto e di grande fede, tanto che all’arrivo nella parrocchia di don Marcello Vincenzi ne era stato il padrino intessendo con lui, negli anni, un rapporto di amicizia che, ad ogni passo, si faceva solidarietà e aiuto, sguardo sul paese con l’occhio attento del cuore, dell’impegno e della speranza. Originario di Massa Fiscaglia, aveva studiato dai Salesiani alla Don Bosco e si era laureato. Era un chirurgo ortopedico. Si era poi trasferito, nel 1960, per lavoro, a Mezzaselva di Roana, sull’altopiano di Asiago dove aveva conosciuto la moglie Jole in un’unione indissolubile e di grande amore. Nel 1968 era stato chiamato, dal primario Arrigo Osti, all’ospedale Borselli di Bondeno come suo aiuto dove ha lavorato fino al giorno della pensione nel 1994. Un anno che ha coinciso con l’inizio della chiusura di molti reparti dell’ospedale. E’ stato presidente della Matilde Basket.

“E’ stato una persona estremamente buona, altruista, per lui non c’erano ferie, non c’erano festività – racconta il genero Sergio Benea -. La sua vita di chirurgo ortopedico all’ospedale di Bondeno era una vocazione, una dedizione continua agli altri con spirito di servizio e passione per il suo lavoro”

Lascia la moglie Jole, con la quale ha avuto quattro figli: Francesca scomparsa per una malattia in giovanissima età e Paola, Antonio e Angela che gli hanno dato la gioia di fare il nonno dei tre nipoti Elena, Lavinia e Andrea. Tante ieri le attestazioni di vicinanza, di condoglianze, di stima e di affetto arrivate alla famiglia. “Un caro amico che si è sempre speso per gli altri” scrive un conoscente. “Una persona straordinaria e buona” aggiunge un altro. La tristezza nel cuore, la mancanza di un affetto, mentre in paese l’eco della vita di quest’uomo si diffonde come una carezza di riconoscenza e di stima immensa, per chi ha saputo dedicare la sua vita di medico a chiunque ne avesse bisogno . Con quella gentilezza e cortesia, che nella dedizione, continua ad essere un esempio per tutti.

LS

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